Anno III, 1961, Numero 5, Pagina 197

 

 

LA PAROLA AI LETTORI
SUL COMPITO DELLA RIVISTA
 
 
I
Il Federalista è giunto ad una svolta. Sta compiendo il terzo anno. Se comincia il quarto nella sola lingua italiana diventerà una rivista italiana, cioè un mezzo inutile per la lotta per l’Europa e il federalismo. Abbiamo pertanto deciso di interrogare i lettori sul che fare perché da essi dipende la vita della rivista.
 
II
Il primo passo fuori dai confini nazionali si può fare solo con una edizione francese. Il raggruppamento federalista più consistente dopo quello italiano è quello francese. Inoltre con la lingua francese si possono raggiungere anche i belgi, molti olandesi e tedeschi, degli anglosassoni ecc.
 
III
In teoria sono possibili due progetti: una edizione francese e una italiana, una francese soltanto. Il primo progetto comporta una spesa di 2.100.000 lire, il secondo di 1.350.000, lire.[1] Al presente gli abbonati (500 tra ordinari, sostenitori e benemeriti) forniscono 600.000 e la pubblicità 250.000 lire, per un totale di 850.000. Mancano pertanto 1.250.000 lire per il primo progetto, 500.000 lire per il secondo.
 
IV
La redazione non è in grado di attuare il primo progetto perché non sa aumentare le entrate di 1.250.000 lire. Pensa invece che sia possibile la sola edizione francese, cioè l’aumento delle entrate di 500.000 lire, senza ritocco o con un lieve ritocco del prezzo dell’abbonamento.[2] Essa conta su un aumento del numero degli abbonati dipendente in primo luogo dalla fuoruscita dai confini nazionali, cioè dal raggiunto carattere europeo, e in secondo luogo dalla possibilità di raccogliere abbonamenti in Belgio, Francia, Germania, Olanda ecc.
 
V
Stabilito con l’edizione francese un vero contatto europeo con i federalisti in lotta, la rivista deve servirli meglio, individuando più chiaramente la sua funzione di organo di riflessione accanto a quella, indispensabile, di un giornale di informazione e dibattito del Movimento Federalista. A questo fine la redazione pensa che convenga mantenere l’attuale numero di pagine ripartendolo su quattro numeri invece che su sei, ed organizzare il materiale secondo lo schema seguente: editoriale, articoli saggistici, rassegna di casi, libri e riviste al posto della vecchia rubrica Fatti ed Idee, documenti, discussioni e problemi dell’azione.
 
VI
Cominciammo proponendoci di giungere all’edizione francese. Quando parleremo francese dovremo proporci un nuovo obiettivo. Secondo la redazione il nuovo traguardo dovrebbe essere una edizione inglese. In tal modo resterebbero escluse le lingue italiana e tedesca. Forse la Federazione si farà prima sul Continente, ma il far politica in francese o in inglese converrebbe in ogni modo agli italiani e ai tedeschi. Essi potrebbero così, superando concretamente il male profondo contenuto nel loro passato, proporre agli altri una condizione umana che sta diventando necessaria per tutti: il cosmopolitismo.
 
VII
Per disporre delle informazioni necessarie per affrontare il nuovo compito con le maggiori possibilità di riuscita, la redazione prega tutti gli abbonati di rispondere al referendum compilando l’apposito modulo.
 
Il Federalista


[1] La rivista italiana è costata l’anno scorso 750.000 lire tra spese di stampa, spedizione e stampati. Quella francese costerebbe 600.000 lire in più per le spese di traduzione (salvo la possibilità di trovare anche per la traduzione un lavoro da professionista fatto a gratis) e le maggiori spese di stampa. Queste cifre, come quelle riguardanti gli abbonati, sono approssimate e arrotondate. La cifra di 500 abbonati è la punta massima, quindi secondo una ipotesi pessimistica potrebbe calare. La perdita di abbonamenti in Italia derivante da una eventuale sola edizione francese dovrebbe essere piccola. Non si può comunque tacere il fatto che i federalisti dovrebbero parlare e leggere un’altra lingua oltre la propria.
[2] I federalisti dovrebbero sostenere, oltre la rivista, un giornale e, fatto ancora più costoso, la loro stessa organizzazione, il Movimento Federalista Europeo, che non può essere autonomo politicamente se non lo è finanziariamente. Per queste ragioni il prezzo dell’abbonamento deve in ogni modo essere basso. La redazione propone queste cifre: abbonamento italiano 1000-1500 lire, abbonamento francese 10-15 NF (maggiori spese postali). Propone inoltre una nuova forma di abbonamento, l’abbonamento doppio (a sé e ad un altro per la diffusione del federalismo), e fa presente che una alternativa all’aumento del prezzo sta nel maggior numero di abbonamenti, ivi compresi quelli sostenitori e benemeriti, obiettivo che si raggiungerebbe facilmente se si costituisse una rete efficiente di «Amici del Federalista» tra i giovani militanti che si occupano dei centri-studio e della formazione dei quadri.

 

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