Anno XVII, 1975, Numero 4, Pagina 193

 

 

L'elezione europea*
 
 
L’elezione europea non è ancora acquisita giuridicamente. Ma dopo la presa di posizione del Consiglio europeo è praticamente certa, anche perché l’opinione pubblica europea, mobilitata dai federalisti e sostenuta dalla stampa, non mancherà di far sentire ancora la sua voce per superare le ultime difficoltà.
I fatti chiariranno l’importanza storica dell’elezione europea. Va tuttavia rilevato subito che i partiti dovranno sin da ora prepararsi per il fatto nuovo dell’elezione europea con programmi europei e schieramenti europei allo scopo di ottenere il consenso dei cittadini sulle scelte politiche europee e sul modo di portare a compimento la costruzione dell’Europa.
Ciò comporta, in primo luogo, il passaggio del controllo dell’Europa dalle sole mani dei ministri, dei funzionari e degli esperti a quelle del popolo europeo e dei suoi legittimi rappresentanti: i partiti europei, i sindacati europei dei lavoratori e degli imprenditori, e ogni altra forza viva della società.
Ciò comporta, in secondo luogo, lo spostamento delle alternative istituzionali, politiche, economiche e sociali dal quadro degli Stati nazionali al quadro europeo, fatto che acquista tutto il suo rilievo quando si tengano presenti le aspirazioni europee e democratiche dei popoli greco, portoghese e spagnolo.
Ciò comporta, infine, la prima vittoria concreta dell’internazionalismo, sinora ridotto all’impotenza dal fatto che i cittadini potevano votare per il governo nazionale, ma non ancora per il controllo democratico diretto dei rapporti fra gli Stati nel quadro dei problemi che hanno già assunto una dimensione sovranazionale.


* Il Consiglio europeo, riunito a Roma il 1° e 2 dicembre, ha praticamente deciso che la prima elezione europea si farà nel 1978. Nella stessa data il presidente dell'U.E.F. ha illustrato con questo breve testo il punto di vista dei federalisti sul significato dell'elezione europea.

 

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