Anno II, 1960, Numero 3, Pagina 185

 

 

COMUNICATO DELLA REDAZIONE
AGLI AMICI ED AI LETTORI DELLA RIVISTA
 
 
Con questo numero «Il Federalista» ha concluso il primo anno di vita. Non facciamo un bilancio formale e contabile che vien fatto, come i lettori hanno già costatato, alla fine di ogni anno solare, ma vogliamo tuttavia rendere noto qualche dato e fare qualche considerazione sulla situazione della rivista, mentre invitiamo coloro che ci hanno seguito sin dal primo numero a rinnovare l’abbonamento.
La rivista costa all’anno circa 700-800.000 lire, che corrispondono grosso modo alle spese connesse alla stampa ed alla distribuzione. I proventi degli abbonamenti assommano a quasi 500.000 lire (circa 400 abbonati ivi compresi i benemeriti ed i sostenitori), e quelli della pubblicità a circa 350.000 lire (sino ad ora). Pertanto le entrate attuali — nell’ipotesi che non diminuiscano — bastano soltanto per coprire le spese dell’edizione italiana, e rendono ancora molto lontana la realizzazione dell’edizione francese.
La rivista deve vivere allo scopo di conseguire dei risultati. Da questo punto di vista ricordiamo che nel fondare la rivista noi eravamo partiti dalla costatazione che l’incentivo della lotta per l’Europa sta naturalmente nella passione politica, ma che tale passione non basta perché il successo è lontano ed incerto e quindi restano a lungo sul campo soltanto individui superiori alla media per moralità e cultura (politica, non accademica). Di conseguenza l’organizzazione della lotta per l’Europa non può mobilitare tutte le energie virtualmente disponibili senza una seria attività culturale e senza una rivista. Per questo abbiamo fatto «Il Federalista», e per questo rivolgiamo un appello ai federalisti perché si impegnino per affermarlo, e per farlo uscire dai confini italiani. Non è difficile procurare molti abbonamenti stante il prezzo basso, e non è impossibile ottenere della pubblicità.
In particolare la rivista dovrebbe servire, secondo il nostro modo di vedere che risulta da quanto abbiamo scritto in Esame tecnico della lotta per l’Europa, come mezzo del reclutamento, della selezione e del mantenimento dei militanti. Per questo abbiamo rivolto un invito a costituire il gruppo degli «Amici del Federalista», che nella nostra intenzione dovrebbe essere costituito da individui che: a) organizzano le discussioni settimanali dei militanti e forniscono i temi del dibattito desumendoli dalla rivista, b) procurano abbonamenti nelle loro città sia tra i federalisti che fuori, e organizzano la vendita di numeri singoli, c) fanno conoscere la rivista lasciando qualche numero in deposito nelle librerie importanti, segnalandola alle biblioteche, alle facoltà universitarie, ai circoli culturali, dibattendo i temi federalisti con le altre scuole di pensiero politico e via dicendo.[1]
Senza una rete di «Amici» «Il Federalista» non può conseguire i risultati che si è proposto, perché la diffusione si limita in tal caso a quella spontanea, mentre la rivista non viene veramente utilizzata né all’interno né all’esterno. Ma sino ad ora solo quattro o cinque città hanno risposto a questo appello. Lo ripetiamo pertanto nella speranza che altre città si aggiungano a quelle che lavorano già per la diffusione e l’utilizzazione politico-culturale della rivista. In sostanza affermazione della rivista e estensione e rafforzamento della organizzazione dei militanti della lotta per l’Europa vanno di pari passo, ed è per questa ragione che la redazione si è permessa di rivolgere questo invito in genere ai federalisti, ed in particolare alla giovane classe politica europea in formazione.


[1] Cogliamo l’occasione per dire agli abbonati che non hanno ricevuto qualche numero di scusarci (tutto il lavoro è fatto da volontari), di reclamarli indirizzando a Via Pietro Mascagni 6, e di scrivere ben chiaro, possibilmente in maiuscoletto, nome cognome e indirizzo.

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