Anno XXIV, 1982, Numero 4, Pagina 225

 

 

XI CONGRESSO DELL’UEF*
(Milano, 3-5 dicembre 1982)
Appello per l’Europa
 
 
Senza l’Europa non c’è salvezza. L’unità europea è la vera forza morale, politica ed economica dei nostri Stati, la sola possibilità per gli Europei di costruire un avvenire degno del loro passato, di difendere e sviluppare la democrazia, di procedere verso la pace universale e l’eguaglianza di tutti i popoli.
Ma da alcuni anni l’integrazione europea retrocede invece di avanzare. I tentativi di rendere consistenti le politiche comuni, di rafforzare la Comunità e di creare l’Unione sono falliti. Questi fallimenti erano inevitabili. Avendo raggiunto lo stadio dell’unione doganale ed agricola, l’integrazione europea poteva proseguire solo sulla via dell’unione economica. Ma questa via non è percorribile senza la moneta europea e senza un esecutivo comune per il governo democratico dell’economia europea.
Questi sono i nodi da sciogliere, e il tempo stringe perché i partiti e i cittadini, a causa della stasi del processo di integrazione, stanno perdendo la fiducia nella possibilità di costruire l’Europa, di rafforzare la cooperazione politica e di estenderla ai settori della sicurezza e della difesa.
L’ora di assumersi le proprie responsabilità è venuta per tutti. Senza soluzioni europee dei maggiori problemi politici, economici e sociali i nostri Stati non possono evitare la decadenza e rischiano di essere travolti. L’Unione europea dei federalisti invita pertanto i governi e i partiti a prendere le iniziative necessarie per il rilancio dell’integrazione europea. Solo la cattiva volontà impedisce di inserire, nel progetto Genscher-Colombo, il passaggio alla seconda tappa dello SME, cioè la moneta europea. E solo la cattiva volontà impedisce di sostenere apertamente il lavoro della Commissione istituzionale del Parlamento europeo per la riforma della Comunità e la creazione di un esecutivo democratico europeo.
Quando il Parlamento europeo avrà adottato il progetto di riforma della Comunità i governi e i partiti si troveranno di fronte alla responsabilità di dire si o no; e basterà l’azione di un solo governo per impedire agli altri governi di insabbiare il progetto del Parlamento europeo senza pronunciarsi apertamente. Questa è la leva da usare. L’UEF invita tutti i cittadini, tutte le forze europeistiche e tutti gli uomini politici di buona volontà ad usarla. Nel contempo ricorda ai governi l’opera di Adenauer, di De Gasperi, di Schuman, di Spaak e di Monnet, e li invita a sostenere l'iniziativa costituzionale del Parlamento europeo.
Grazie al consenso dei popoli, e all'azione creativa dei padri fondatori, l'Europa è giunta sulla soglia della sua unità irrevocabile. Disperdere questo patrimonio storico, e abbandonare di nuovo l'Europa alla divisione, sarebbe il peggiore dei delitti.


* A documentazione dei risultati politici dei lavori del Congresso, pubblichiamo il Rapporto del presidente uscente, Mario Albertini, che è stato rieletto con 220 voti su 234 votanti, l’Appello per l’Europa votato all’unanimità dal Congresso e la composizione dei nuovi organi direttivi dell’UEF.

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