Anno XXII, 1980, Numero 1-2, Pagina 69

 

 

IL VOTO DEL PARLAMENTO EUROPEO CONTRO IL BILANCIO:
UNA VITTORIA DELLA DEMOCRAZIA E DELL’EUROPA*
 
 
La votazione del Parlamento europeo contro il bilancio è una vittoria della democrazia e dell’Europa, una vittoria che rimette sul tappeto due questioni fondamentali.
La prima riguarda il metodo stesso con il quale si può unire efficacemente l’Europa. Sino ad ora la Comunità è stata governata senza un vero e proprio controllo democratico. È per correggere questa situazione inaccettabile che è stato concesso il diritto di voto europeo ai cittadini. Ma il Consiglio dei ministri, respingendo le deliberazioni del Parlamento europeo del 7 novembre in materia di bilancio, non solo non ha adeguato la sua condotta al fatto nuovo del voto europeo del 10 giugno, ma ha addirittura capovolto i principi stessi della democrazia, che affidano ai parlamenti, e non agli esecutivi, il controllo sulla legittimità democratica delle decisioni pubbliche. Opponendosi a queste pretese ingiustificate del Consiglio, il Parlamento ha difeso la democrazia, ed ha autorevolmente fatto sapere che d’ora in poi non si potrà più governare la Comunità senza rispettare la volontà dei cittadini europei. Si tratta di un fatto decisivo. L’Europa è la terra della libertà. Per questo si può unirla solo con il rispetto della libertà, cioè con il metodo della democrazia.
La seconda questione riguarda la crisi della Comunità. Alcuni temono che la decisione del Parlamento europeo possa provocare una crisi delle istituzioni comunitarie e della stessa unità europea. Ma la verità è che la Comunità è in crisi da tempo, sia sul piano istituzionale sia su quello economico. Sul piano economico, quando sarebbe stata necessaria una maggiore unità per affrontare i problemi interni ed esterni che seguitano ad aggravarsi, la Comunità non è riuscita ad assicurare la convergenza delle politiche economiche degli Stati membri, ed ha dovuto pertanto subire un processo di divisione e di distacco che ha dato luogo alla cosiddetta «Europa a due velocità». D’altra parte, per quanto riguarda il piano istituzionale, sono gli stessi governi nazionali che hanno più volte riconosciuto che la capacità d’azione della Comunità è insufficiente. Ma, nonostante i tentativi di risolvere il problema con la creazione del Consiglio europeo, con la missione affidata al Presidente Tindemans, e con la prospettiva dell’Unione, essi non hanno conseguito alcun successo. Se si tiene conto di tutto ciò, si deve riconoscere che il Parlamento europeo, cercando di migliorare il bilancio della Comunità, e affermando il suo diritto di far valere la volontà democratica dei cittadini, ha fatto i primi passi sulla via della soluzione della crisi della Comunità.
Nella situazione attuale degli Stati, dell’Europa e del mondo l’unità europea. è più che mai necessaria. L’UEF invita pertanto i cittadini, i partiti, le forze sociali e le forze culturali a manifestare la loro solidarietà al Parlamento europeo, e a sostenerlo nella sua lotta per la piena affermazione della democrazia europea.


* Si tratta di una dichiarazione del presidente del M.F.E., M. Albertini, rilasciata all’indomani del voto del Parlamento europeo contro il bilancio.

 

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