Anno XXII, 1980, Numero 3, Pagina 202

 

 

RISOLUZIONE DEL MFE SULLA POLITICA EUROPEA
DEL GOVERNO ITALIANO
 
 
Il MFE, dopo aver ribadito che non c’è salvezza per l’Italia al di fuori dell’unità europea, fa osservare:
I -Che il Ministro Marcora non ha esitato a dichiarare pubblicamente che l’Italia in seno alla Comunità deve usare l’arma del veto e non applicare la procedura del voto a maggioranza qualificata («Repubblica», 1-5-80; «Stampa», 4-5-80);
II -Che il presidente Cossiga ha respinto apertamente l’idea di una difesa europea, ribadendo la scelta (tacita perché così vergognosa che deve essere occultata) della difesa nazionale, cioè della subordinazione permanente agli USA nella NATO. Dovrebbe essere ormai evidente che in questo modo si frena pericolosamente, con un rischio bellico crescente, sia l’evoluzione del mondo dal bipolarismo al multipolarismo, sia quella verso il ristabilimento di rapporti di eguaglianza tra gli USA e l’Europa occidentale. E dovrebbe ormai essere evidente che la difesa nazionale comporta la partecipazione subordinata dell’Italia al confronto nucleare USA-URSS (come mostra la questione dei missili Cruise e Pershing), e perciò il massimo di impegno militare; e non affatto, come si pretende a torto, il minimo che è invece perseguibile solo con la difesa europea e la prospettiva del superamento dei blocchi.
Ciò osservato, il MFE fa rilevare che in questo modo il governo italiano agisce contro il mantenimento e lo sviluppo della unità europea, e tollera persino che un ministro agisca addirittura a favore della linea gollista di violazione dei Trattati in un punto decisivo, il voto a maggioranza qualificata, anche dopo l’elezione diretta del Parlamento europeo.
Il MFE si rivolge pertanto sia ai segretari e alle direzioni dei partiti democratici, sia ai capi gruppo parlamentari, sia ad ogni deputato e ad ogni senatore, e chiede che con ogni mezzo il Parlamento costringa il governo a precisare: 1 –Il suo atteggiamento nei confronti dei Trattati di Roma; 2 – Il suo orientamento in materia di unificazione dell’Europa nei due settori della moneta e della difesa, nei quali i governi della Comunità, non adottando la soluzione della moneta europea e della difesa europea, scelgono essi stessi la subordinazione dei loro popoli agli USA, costringendo d’altra parte gli USA ad esercitare, contro le loro migliori tradizioni, una egemonia che non può non assumere, con l’andare del tempo, un carattere imperialistico.

 

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