Anno XXII, 1980, Numero 4, Pagina 291

 

 

MOZIONI APPROVATE DAL COMITATO FEDERALE DELL’UEF
(MILANO, 29-30 NOVEMBRE 1980)
 
 
Il Comitato federale dell’UEF, riunito a Milano il 29-30 novembre 1980, decide di lanciare una campagna per il governo europeo secondo le linee indicate dal rapporto del presidente Albertini ed in particolare: approva il testo di petizione elaborato dal Bureau exécutif nelle riunioni di Ostenda e di Milano e invita le sue sezioni a diffonderlo con tutti i mezzi disponibili; invita le sue sezioni, sulla base dei principi indicati in tale testo, a fare della campagna il quadro di tutte le loro azioni; si propone come obiettivo di far partecipare le forze politiche, sociali e culturali e l’opinione pubblica al-dibattito sulla riforma istituzionale della Comunità europea.
 
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Noi sottoscritti cittadini europei ci rivolgiamo al Parlamento europeo eletto.
Constatiamo che, nella pericolosa situazione attuale, l’Europa non è governata e che, per questo, restano insoluti i problemi dai quali dipende la sopravvivenza della libertà e della democrazia in Europa.
Si tratta in particolare: della presenza dell’Europa nel mondo per contribuire attivamente alla pace; del suo contributo allo sviluppo economico e sociale del Terzo mondo; dei problemi della energia, della disoccupazione, dell’inflazione, degli squilibri regionali...
In mancanza di una soluzione a questi problemi, certe divergenze tra gli Stati membri si approfondiscono e risvegliano gli egoismi nazionali, con il rischio di portare la Comunità alla disgregazione.
Sappiamo che il Parlamento europeo è consapevole di questi problemi. Ma esso è ridotto all’impotenza, in mancanza di un governo europeo capace di tradurre in decisioni la volontà del Parlamento e di garantirne l’esecuzione.
S’impone una profonda riforma delle istituzioni della Comunità, per evitare che le speranze suscitate dalla prima elezione europea si trasformino in un’amara delusione.
Chiediamo quindi al Parlamento europeo di rispondere con coraggio a questa sfida, elaborando, dopo aver consultato le istanze rappresentative nazionali, un progetto di costituzione che preveda un governo dotato di poteri limitati ma reali, responsabile di fronte al Parlamento, in grado di dare alla Comunità una volontà politica comune e un’azione efficace.
I cittadini europei hanno il diritto di conoscere e di discutere il progetto del Parlamento europeo senza alcuna modificazione da parte di alcuno. Il Parlamento europeo dovrebbe pertanto inviare il suo progetto ai Parlamenti nazionali, invitandoli a pronunciarsi. Solo in questo modo si potranno associare i cittadini, l’opinione pubblica nel suo insieme e tutte le forze sociali, politiche e culturali al dibattito e all’azione per attribuire alla Comunità un’effettiva capacità di governo.
 
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Il Comitato federale dell’UEF, riunito a Milano il 29-30 novembre 1980, richiamando la risoluzione votata dal Parlamento europeo il 20 novembre 1980 sulla fissazione della sede delle istituzioni europee, considera che qualsiasi proposta mirante a fissare la sede del Parlamento europeo lontano dalle altre istituzioni europee (in particolare dalla Commissione) comporta un grave pericolo di indebolire in modo sostanziale il suo ruolo politico; ricorda che il trattato dà al Parlamento europeo il potere di fissare di propria iniziativa i suoi luoghi di lavoro, che possono non coincidere con la sua sede ufficiale; lancia un monito solenne ai governi europei affinché si oppongano ad ogni iniziativa mirante a ridurre il Parlamento europeo ad un ruolo puramente consultivo col pretesto di una decisione solo apparentemente logistica; reputa che nella prospettiva dell’unione politica è necessario prendere in esame la costituzione di un distretto federale nel quale abbiano sede le istituzioni politiche della Comunità.

 

 

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