Anno XXI, 1979, Numero 3-4, Pagina 231

 

 

PRESA DI POSIZIONE DEL M.F.E. SULLA PROPOSTA DI MODIFICA DEL TRATTATO EURATOM
 
 
Il Movimento federalista europeo, preso atto delle proposte della Francia, contenute nel Memorandum sottoposto al Consiglio dei Ministri del 24 luglio scorso, di modificare il Capitolo VI del Trattato Euratom in modo tale da minacciare l’unità del mercato comune europeo dei materiali nucleari e provocare la sua frammentazione in mercati nazionali; considerato che tale modifica del Trattato può pregiudicare una futura, più efficace, politica energetica comunitaria, indispensabile per garantire l’indipendenza dell’Europa; invita il Parlamento europeo, espressione della volontà popolare europea, ad affrontare con sollecitudine il dibattito sul problema energetico e in particolare quello nucleare, al fine di indicare alla Commissione e al Consiglio le linee fondamentali della politica energetica della Comunità e invita il Governo italiano e i partiti democratici a difendere in sede comunitaria il principio della unità del mercato europeo dei combustibili nucleari, rifiutando nel modo più tassativo, anche ricorrendo al diritto di veto (che in tal caso acquisterebbe carattere europeo e non nazionale), ogni arretramento rispetto a quanto già acquisito sul piano europeo con i Trattati istitutivi delle Comunità europee.[1]
 
Milano, 5 settembre 1979


[1]Il 21 settembre il presidente del M.F.E. ha inviato il seguente telegramma al governo italiano: «Federalisti protestano energicamente per incredibile leggerezza con cui rappresentante italiano Consiglio dei Ministri degli Esteri ha accettato posizione francese revisione Trattati Euratom in senso nazionalistico e antifederalistico. Fanno osservare che questa revisione è stata richiesta da Debré et costituirebbe primo passo verso revisione globale trattati per snaturare Comunità, indebolire Commissione et umiliare Corte di Giustizia, approfittando anche dell’allargamento. Fanno osservare che successo queste manovre rafforzerebbe fronte forze che vogliono rendere sterile elezione diretta Parlamento europeo riducendo Comunità a una Confederazione intergovernativa. Ribadiscono invito governo italiano respingere anche mediante diritto veto qualunque ulteriore proposta revisione Trattati et invitano Governo a chiarire sua posizione di fronte opinione pubblica.»

 

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