Anno XX, 1978, Numero 2-3, Pagina 127

 

 

DOCUMENTO APPROVATO DAL COMITATO CENTRALE
DEL M.F.E. IL 27-28 MAGGIO 1978
 
 
Con il rilancio dell’Unione economica e monetaria l’Europa sta decidendo il suo avvenire: i federalisti denunciano la mancanza di una posizione al riguardo del governo e dei partiti.
 
In data 22 aprile 1978, cioè dopo la riunione di Copenhagen del Consiglio europeo, il M.F.E. rivolse una nota al governo e ai partiti facendo osservare: a) che il governo italiano non aveva una posizione chiara circa il rilancio dell’Unione economica e monetaria; b) che non c’è un avvenire per l’Italia senza l’Europa; c) che l’Italia deve presentarsi ai grandi appuntamenti del prossimo luglio — Consiglio europeo a Brema e Vertice economico dell’Occidente a Bonn — con un atteggiamento definito e responsabile, cioè con una posizione presa con il concorso delle forze politiche, delle forze sociali e dell’opinione pubblica.
Il tempo, che ci separa dal Consiglio europeo di Brema è in gran parte trascorso, ma né il governo, né alcuna forza politica, si sono pronunciati al riguardo, mentre a livello internazionale si continua ad attribuire all’Italia una posizione reticente circa le misure per il rilancio dell’Unione economica e monetaria, fatto che rende del tutto negativa e contraddittoria qualunque iniziativa italiana per rivedere la politica agricola, come per rivedere o approfondire ogni altra politica della Comunità.
Il M.F.E. è perciò costretto a far osservare che né il governo né i partiti sanno o vogliono scegliere una politica europea e sottoporla alla volontà dell’opinione pubblica, dei lavoratori e degli imprenditori. È inoltre costretto a far osservare che non si può ancora attribuire al governo e ai partiti una vera volontà di programmare la ripresa economica perché senza una chiara scelta europea circa il modo di rilanciare l’Unione economica e monetaria ogni obiettivo economico italiano in materia di occupazione, inflazione e riconversione industriale resta indeterminato, non controllabile, sottoposto alle altrui volontà egemoniche e subordinato al disordine economico e monetario internazionale.

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