Anno XXIV, 1982, Numero 4, Pagina 205

 

 

LE SCELTE DELL’ALITALIA
 
 
L’acquisto di 30 nuovi Mc Donnell Dougall Super 80 testimonia il processo di risanamento e riqualificazione in corso della compagnia di bandiera italiana. Dopo anni di crisi, la società sembra orientata al recupero dell’antico prestigio. Lascia gravemente perplessi, tuttavia, l’orientamento a favore dell’aereo statunitense, preferito all’europeo Airbus.
La scelta non può essere valutata solo sul piano aziendale. Sul piano tecnico-qualitativo i due aeromobili sono, a parere di molti esperti, sostanzialmente equivalenti: vantaggi e svantaggi si compensano. In tutti i casi, non è su questo piano che sorgono le perplessità.
Una scelta di tale portata è destinata a ripercuotersi significativamente sullo sviluppo economico, sia a livello nazionale che europeo. Il carattere politico-economico della scelta in questione è dimostrato chiaramente dai fatti: essa è stata presa sulla base di un preciso orientamento governativo, come testimoniano le dichiarazioni dell’allora Presidente del consiglio on. Spadolini, in occasione del viaggio a Washington nel 1982. È su questo piano che sorgono dubbi sulla validità dell’orientamento assunto.
Alcune considerazioni possono orientare il giudizio.
1) Il settore delle costruzioni aero-spaziali è uno dei campi in cui si gioca il futuro dei sistemi economici avanzati. L’acquisto dei Mc Donnell Dougall rafforza la leadership statunitense nel settore e ostacola il tentativo europeo di stare sul mercato.
2) La cooperazione europea ha consentito di ottenere, nel settore aero-spaziale) significativi risultati (Airbus, Concorde, Ariane etc.). Ciò rende ancora più grave l’orientamento non-europeo assunto dall’Italia in questa circostanza.
3) L’acquisto degli aeromobili statunitensi pone il nostro paese e le nostre industrie in posizione di collaborazione subordinata rispetto agli Stati Uniti stessi; i vantaggi maggiori sono probabilmente di ordine finanziario. L’orientamento a favore degli europei Airbus avrebbe rafforzato la capacità del paese e dell’industria italiana di porsi in posizione di collaborazione paritetica con i partners europei; i vantaggi maggiori sarebbero in questo caso prevalentemente industriali, con riflessi positivi sull’occupazione
4) Una politica industriale moderna è realizzata manovrando poche grandi commesse (o comunque incidendo su punti cruciali) in grado di orientare lo sviluppo. L’acquisto degli aeromobili USA sottende una limitata capacità del governo italiano di concepire una coerente politica industriale orientata verso sbocchi europei e la prevalenza di considerazioni contingenti nei processi decisori governativi.
5) Non possono essere considerate estranee alcune responsabilità europee. La logica confederale tuttora dominante in Europa incentiva la ricerca della collaborazione sulla base di una geometria variabile a misura dei più forti. Ciò emargina i paesi industrialmente più deboli, come l’Italia, che possono trovare in ciò giustificazione per adottare soluzioni nazionali. Ciò indebolisce al tempo stesso i paesi più forti, perché in questo modo non può realizzarsi l’unità del mercato europeo necessaria per il successo delle iniziative di punta. Non è un caso che la cronaca abbia registrato, contemporaneamente all’acquisto degli aeromobili statunitensi da parte dell’Alitalia, una vivace polemica fra i responsabili francesi e tedeschi del consorzio Airbus, generata dalla difficoltà di collocare sul mercato i velivoli nella quantità programmata.
Di fronte a questa situazione, è immediato cogliere come la strada della ragione sia quella della realizzazione di una politica europea dei trasporti, nel quadro di una coerente politica industriale europea. La condizione europea per rendere praticabile questa alternativa è il rafforzamento delle autorità comunitarie, con l’attribuzione di un potere esecutivo sufficientemente autorevole per garantire l’unità del mercato. Questo progetto è realistico, in quanto corrisponde all’azione costituente intrapresa dal Parlamento europeo.
La condizione nazionale per rendere praticabile questa alternativa è la convergenza, fin da ora, dei comportamenti degli Stati europei. Si tratta di concepire le misure e le politiche nazionali come prerequisiti in grado di agevolare il varo di soluzioni europee adeguate alla natura dei problemi. Questa affermazione va in primo luogo riferita al nostro paese, il cui andamento pericolosamente diverge dalle tendenze prevalenti nel resto dell’Europa. Il paese è oggi impegnato in un processo di risanamento e di riconversione industriale che pone in discussione il nostro futuro. Va detto che questo processo sarà tanto più credibile ed efficace se concepito come contributo italiano all’avanzamento di soluzioni europee, in quanto lo sviluppo e la modernizzazione sono obiettivi perseguibili solo sulla base di un’iniziativa europea. Anche per quanto concerne le Partecipazioni Statali, nel cui ambito si colloca l’Alitalia, il rilancio dell’operatività sarà tanto più credibile e agevole se fondato sull’adozione di una coerente strategia europea.
 
Dario Velo
(dicembre 1982)

 

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