Anno XXII, 1980, Numero 3, Pagina 215

 

 

R.S. Masera, Disavanzo pubblico e vincolo del bilancio, Edizioni di Comunità, Milano, 1980.

 

Il volume si presta a due diverse «chiavi di lettura»: l’una scientifica, l’altra politico-economica. Dal punto di vista scientifico l’opera segna un progresso verso la chiarificazione dei legami fra politica monetaria e politica fiscale: cioè verso la migliore comprensione della natura e dell’impatto della politica monetaria (della moneta). Dal punto di vista politico-economico, l’analisi svolta permette di orientare il giudizio e l’azione sulle scelte cruciali, in campo economico-monetario, che debbono essere compiute dall’Italia, sia per fronteggiare il fenomeno inflazionistico, sia per sostenere la realizzazione dell’Unione economico-monetaria.
Il volume di R.S. Masera non nasce isolato. Esso partecipa del rinnovato interesse per i meccanismi di trasmissione della politica di bilancio, interesse alimentato dai problemi di stagflazione che hanno caratterizzato l’ultimo decennio. In questo contesto, lo studio porta un contributo originale che va identificato in primo luogo nella definizione dei collegamenti fra disavanzo pubblico, base monetaria e debito pubblico. In questo modo, come precisa lo stesso autore, nell’ottica di integrazione delle analisi stock-flusso, vengono identificate le imposte sulla base monetaria e sui titoli pubblici derivanti dall’inflazione, imputandole come detrazioni al reddito disponibile. Ciò da un lato permette di individuare le fonti di errore implicite negli attuali sistemi di misurazione del tasso di risparmio basati sugli schemi di contabilità nazionale, dall’altro attira l’attenzione sulla corretta definizione delle diverse forme di esazione di risorse e di spesa delle stesse da parte del settore pubblico.
Nella seconda parte del volume il modello teorico è applicato all’analisi della recente esperienza italiana. In questo modo vengono rilevate le modalità per cui il processo inflazionistico ha costituito una fonte di finanziamento (imposizione) implicito di rilevanza del tutto abnorme rispetto alle fonti di finanziamento (imposizione) esplicito. In questo modo vengono altresì rilevati e precisati le conseguenze distorsive del processo inflazionistico e i circoli viziosi che si attivano in presenza di un mix squilibrato di politica monetaria, fiscale e finanziaria.
L’analisi svolta contribuisce a far luce sulle principali controversie che hanno alimentato il dibattito a livello economico e politico-economico nel nostro paese nei tempi più recenti, prime fra tutte il piano di rientro dell’inflazione (piano triennale) e l’adesione italiana al Sistema monetario europeo. Da questa analisi esce confermata la validità delle opzioni federaliste, ed è ulteriormente precisato il contenuto che deve caratterizzare il progetto di risanamento economico-finanziario necessario per «portare l’Italia in Europa».
Va sottolineata, come posto in evidenza da P. Baffi nell’introduzione del volume, la continuità di pensiero e di orientamento «europeo» che collega questa opera di Masera a quella di Luigi Einaudi. I problemi economici della Federazione europea che Einaudi scrisse nell’esilio di Lugano nel 1944, permangono un punto di riferimento di quanti vogliono una gestione dell’economia e della moneta in grado di portare l’Italia fra i paesi europei sviluppati e democratici.
 
Dario Velo

 

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