Anno XXI, 1979, Numero 2, Pagina 142

 

 

LA MOZIONE DEL COMITATO FEDERALE
 
 
Il Comitato federale dell’U.E.F., nella sua riunione del 10-11 marzo 1979, presa conoscenza del rapporto del Presidente Mario Albertini, lo ha approvato e raccomanda a tutte le sezioni dell’U.E.F. ai vari livelli di prenderlo come base per il dibattito interno e per l’azione futura.
Il Comitato federale dell’U.E.F. sottolinea in particolare i seguenti punti:
— l’influenza dell’evoluzione dell’equilibrio internazionale sulla realtà europea;
— il superamento della bipolarità tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica e la nascita di un sistema mondiale multipolare, che pongono l’Europa di fronte ad una sfida decisiva;
— la conseguente necessità della trasformazione della struttura istituzionale della Comunità in un’Unione politica. I problemi che si pongono a questo riguardo sono quattro:
a) creazione di una moneta europea;
b) rafforzamento del bilancio comunitario per far fronte al continuo aumento dei compiti di carattere sovrannazionale;
c) soluzione del conflitto tra Parlamento europeo e Consiglio dei Ministri della C.E.E., attraverso l’ulteriore rafforzamento dei fondamenti costituzionali della Comunità;
d) identificazione del cittadino con il sistema politico e sociale, non solo a livello nazionale, ma anche a quello europeo.
Il Comitato federale fa pertanto proprie le conclusioni riguardanti l’azione che Mario Albertini ha tratto da questa analisi della situazione, e cioè:
a) la necessità di intensificare la propaganda per la moneta europea, per un bilancio comunitario adeguato alla situazione, per la creazione di un governo europeo;
b) la conclusione di un accordo tra i parlamentari europei e le forze federaliste con lo scopo di aumentare la risonanza dell’azione del Parlamento europeo;
c) l’impegno per la costituzione di veri partiti politici europei.
In questa prospettiva, l’U.E.F. progetta, per la sua azione futura, le seguenti misure:
a) l’invio di un questionario ai candidati per conoscere la loro posizione nei confronti delle rivendicazioni dell’U.E.F. e la pubblicizzazione dei risultati;
b) una manifestazione durante la seduta inaugurale del Parlamento europeo direttamente eletto, il 17 luglio, a Strasburgo;
c) l’instaurazione di un dialogo permanente tra i deputati e i federalisti e le forze sociali ad essi legate;
d) l’intensificazione della discussione su una partecipazione più stretta delle forze politiche e sociali dei paesi democratici che non sono ancora membri della Comunità europea.

 

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