Anno XX, 1978, Numero 2-3, Pagina 123

 

 

RISOLUZIONE DEL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO
SUL RILANCIO DELL’UNIONE ECONOMICO-MONETARIA DOPO IL VERTICE DI COPENHAGEN
 
 
La riunione di Copenhagen del Consiglio europeo ha dimostrato che si sta formando la volontà di rilanciare l’unione economico-monetaria con propositi diversi da quelli del 1971 che non hanno fatto buona prova. Non è il caso di ricordare che solo nel quadro dell’unione economico-monetaria l’Europa può affrontare seriamente i problemi dell’occupazione, dell’inflazione e della riconversione industriale, e l’Italia può finalmente abbandonare la via rovinosa del far da sé e riprendere una via europea. È invece il caso di osservare che alle dichiarazioni positive rilasciate a Copenhagen dal Presidente Andreotti hanno fatto seguito dichiarazioni del tutto diverse del Ministro del tesoro. Egli, secondo i giornali, sarebbe favorevole, come altre personalità nel nostro paese, negli altri paesi della Comunità e, naturalmente, negli U.S.A., all’esatto contrario dell’unione economico-monetaria: la fluttuazione permanente dei cambi.
Il M.F.E. ritiene pertanto che sia suo stretto dovere far rilevare al governo, ai partiti e alle forze sociali che la questione del rilancio dell’unione economico-monetaria è un grande problema nazionale che deve essere affrontato apertamente da tutto il paese con un dibattito chiaro che consenta alle forze favorevoli all’unità dell’Europa di esprimersi e di far valere il loro peso che, come è noto, è largamente maggioritario. A parere del M.F.E. ogni forza politica e sociale dovrebbe prendere posizione, e lo stesso governo dovrebbe promuovere un ampio dibattito allo scopo di esprimere, alla prossima riunione del Consiglio europeo di Brema, una posizione saldamente fondata sulla volontà del popolo italiano.
Il M.F.E. fa anche osservare che con il rilancio dell’unione economico-monetaria si pone, di fatto, il problema della sovranità economica europea, e che occasioni storiche così singolari rischiano di andare perdute per sempre se viene a mancare la volontà di coglierle. È per questa ragione che il M.F.E. annunzia, sin da ora, che rivolgerà quanto prima al governo, ai partiti e alle forze sociali un Pro-Memoria al riguardo, come inviò nel 1951 un Pro-Memoria al governo sulla questione dell’esercito europeo, che poneva di fatto il problema della sovranità europea in materia di difesa.
Il M.F.E. ricorda che De Gasperi fu così lungimirante da accogliere il punto di vista dei federalisti, e da farne il fondamento dell’azione con la quale capovolse l’atteggiamento della delegazione italiana alla Conferenza della C.E.D. (sino all’estate del 1951 la più gelosa sulla difesa della sovranità nazionale), riuscì a collegare la costruzione dell’esercito europeo alla fondazione di una Comunità politica basata sul suffragio universale, e diede così al corso degli affari europei un indirizzo senza del quale non si spiegherebbe la successiva fondazione della Comunità economica.
Milano, 22 aprile 1978

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