Anno XXXIV, 1992, Numero 2 - Pagina 142

 

 

MESSAGGIO DI MIKHAIL GORBACIOV AI PARTECIPANTI DEL XV CONGRESSO DELL’UEF

 

 

Cari amici,

permettetemi di rivolgermi a voi utilizzando esattamente questo termine, dal momento che mi pare che le nostre idee sulle necessità e sugli imperativi che l’Europa ed il mondo devono affrontare alle soglie del XXI secolo siano per molti versi vicine. E, se volete, esse si integrano l’una con l’altra, sebbene in alcuni casi senz’altro vi siano divergenze. Ma ciò non mi spaventa affatto. Al contrario, la varietà di concezioni del mondo rappresenta la nostra comune ricchezza. E, come dice il proverbio francese, «dallo scontro di opinioni affiora la verità».

La storia ha insegnato molto a tutti noi. In particolare ci ha dimostrato che la disunione dei popoli e, soprattutto, la loro contrapposizione reciproca, per quanto possa essere giustificabile, è soltanto portatrice di sventure.

Già per questo motivo le idee del vostro Movimento sono l’evidente acquisizione – ovvero la testimonianza – che l’umanità, ed in particolare gli Europei, sono in grado di imparare dai propri errori passati.

Ma se pure la tendenza verso nuove forme democratiche di riavvicinamento, collaborazione ed interazione organizzativa dei governi e dei popoli viene dettata dal passato, in misura ancora maggiore la medesima tendenza sta ad evocare il sopraggiungere di una nuova epoca.

Noi parliamo spesso del mondo nel XXI secolo. E certamente non si tratterà solamente di un nuovo secolo, bensì di un nuovo millennio. E noi siamo semplicemente obbligati a fare in modo che la nostra civiltà oltrepassi le soglie del nuovo millennio procedendo verso il proprio rinnovamento.

Sono personalmente convinto che tale discorso debba tradursi in un movimento verso una nuova civiltà, verso una civiltà umanistica ispirata in modo nuovo dall’idea di solidarietà tra gli uomini. Ed inoltre, verso una civiltà che sia in grado di controllare i processi del proprio sviluppo. L’intera società mondiale si scontra con una grande quantità di problemi di carattere globale. E un solo Stato separatamente non ne può venire a capo.

E ciò è tanto più vero dal momento che il mondo di oggi, sempre più interdipendente ed integrato, sta diventando testimone del nuovo risveglio dei sentimenti nazionali, che non di rado si trasformano in pericolose manifestazioni nazionalistiche. Io rifiuto, per quel che mi riguarda, qualsiasi fondamentalismo, sia esso ideologico, nazionalistico oppure di qualsiasi altro tipo. Tutto ciò è l’eredità dell’umanità del passato, dalla quale bisogna allontanarsi per sempre.

E sono anche convinto che l’Europa sia chiamata a dare il buon esempio ed un impulso al movimento verso nuovi rapporti tra i popoli e i governi. Qui, nel nostro continente, abbiamo forse sentito con particolare forza i problemi del nuovo millennio che si avvicina. Noi siamo stati i primi a cercare delle soluzioni a tali problemi. Annovero anche il vostro Movimento fra coloro che cercano nuove indispensabili idee.

Il cammino da voi scelto è molto affine alle mie riflessioni e all’idea della «Casa comune europea». Il futuro dei nostri popoli, e qui, è sottinteso, includo anche la Russia, verrà determinato in misura molto significativa dal fatto che essi diventino parte di un sistema unitario oppure rimangano divisi. Inoltre sono convinto che occorra fare tutto il possibile per fare avvicinare e compenetrare le nostre culture, per trasformare in realtà quotidiana una profonda collaborazione tra i nostri paesi e i nostri popoli.

Sento molto vicina a me l’idea di creare delle nuove istituzioni, in aggiunta a quelle già esistenti, per garantire al nostro continente un’esistenza sicura e pacifica. Tra queste, ad esempio, l’idea di un’attiva collaborazione degli Europei nell’ambito della confederazione proposta dalla Francia.

Da queste posizioni io sostengo l’indirizzo delle vostre ricerche.

A sua volta la nostra Fondazione (Fondazione di ricerche socio-economiche e politiche) è pronta ad unire le proprie forze alle vostre, come pure a ricercare insieme a voi la via verso un futuro migliore per l’Europa che, come anche voi pensate, non deve ripiegarsi su sé stessa, ma ha l’obbligo di considerarsi come una parte della società mondiale.

Auguro grande successo al vostro Congresso e spero in una fruttuosa collaborazione.

 

Mikhail Gorbaciov

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